Alla fine è arrivata anche la Campania. Ci ha messo un po’ di più delle altre regioni, tra domande da smaltire a centinaia e un nodo che nessuno voleva sciogliere, quello dei nove posti da congelare, in attesa che a settembre qualcuno si assuma la responsabilità di dire chi ha davvero diritto a stare dove sta.
Il provvedimento complessivo fotografa un movimento in gran parte casalingo. Su circa settanta assegnazioni effettive, appena cinque scavalcano il confine provinciale: Avellino verso Caserta, Benevento verso Napoli, due volte Salerno verso Napoli, e un ritorno da Napoli verso Salerno. Il resto è un valzer a chilometro zero. Dirigenti che cambiano istituto restando nello stesso comune, o al massimo in quello accanto, con Napoli che fa la parte del leone.
Poi c’è l’altro fronte che arriva da fuori regione. Diciannove dirigenti approdano in Campania da altrove, a fronte di oltre trecento domande che secondo le voci di corridoio più contenute (c’è chi parla addirittura di quasi cinquecento domande) sarebbero state esaminate a fronte di ventisei posti disponibili, poi scesi a diciannove. Il filtro ha lavorato con mano pesante. Un ingresso ogni sedici richieste, grosso modo. Il Lazio resta il bacino più generoso, con sei arrivi. Calabria e Molise insieme ne portano altri sette. Il resto si distribuisce in due innesti dalla Puglia, uno ciascuno da Toscana, Marche, Lombardia, Abruzzo. Anche qui Napoli assorbe la quota maggiore, seguita a distanza da Caserta e dalle altre province.
Sui nove sette posti congelati, per ora, gli atti tacciono. È la parte più delicata dell’operazione, quella su cui l’USR ha scelto la strada più prudente, quella di non decidere e di rimandare in un sistema che si regge su rankings, ricorsi al TAR e procedure riservate che si sovrappongono a quelle ordinarie, che poi è spesso l’unica decisione che si può prendere senza scoperchiare un contenzioso. Settembre dirà se il congelamento è stato una tregua o solo un rinvio del problema con gli interessi.
NOTA DELL’AUTORE: I POSTI CONGELATI SONO SETTE E NON NOVE, COME INDICATO PER UN PURO ERRORE CORRETTO QUANDO IL PEZZO ERA STATO GIA’ POSTATO












