Mentre l’USR Campania procede al riesame imposto dal decreto cautelare del TAR del 6 luglio, radio palazzo dice che l’amministrazione si starebbe orientando verso una soluzione di attesa: accantonare i sette posti richiesti dai ricorrenti, congelandoli fino all’esito dell’udienza collegiale del 10 settembre, sottraendoli di fatto ai 25 posti destinati alla mobilità ds interregionale.
Sarebbe una scelta prudente, sul piano amministrativo. Non pregiudica nessuno, rinvia la decisione di merito al giudice naturale della controversia, ed evita all’USR di esporsi a un secondo fronte di contenzioso nell’immediato. Ma è una scelta che, sempre secondo quanto si mormora nei corridoi, l’amministrazione preferirebbe non rendere pubblica prima del 15 luglio, il termine entro cui, secondo il decreto USR del 25 giugno, deve concludersi l’intero movimento di mobilità e immissioni in ruolo per il 2026/27. Il motivo è semplice, e riguarda direttamente altre quattro regioni.
Un problema che non è solo campano
Il caso dei sette idonei campani non è un episodio isolato per come la Finanziaria 2026 e i decreti attuativi hanno impostato il riparto tra concorso ordinario e mobilità. I dati di monitoraggio sulla disponibilità dei posti per il 2026/27, regione per regione, mostrano che lo stesso schema, vincitori residui accantonati, idonei esclusi dall’accantonamento, mobilità servita per prima, si ripete altrove con caratteristiche diverse ma la sostanza identica.
In Friuli Venezia Giulia il residuo dei vincitori dell’ordinario ancora da assumere è pressoché azzerato, mentre restano 15 idonei in graduatoria e 16 posti sono destinati alla mobilità interregionale. In Calabria e Sardegna il rapporto è più contenuto nei numeri assoluti, un idoneo per regione, ma identico nella struttura: vincitori quasi esauriti, mobilità aperta, idonei formalmente fuori da ogni accantonamento. Il Lazio presenta un caso ancora più vicino a quello campano: undici posti di vincitori ancora da assumere, pienamente accantonati, quattro idonei esclusi, e ben diciannove posti aperti alla mobilità interregionale.
In tutte queste regioni la condizione di fatto è la stessa che ha portato al ricorso campano, con alcuni idonei in attesa di assunzione, posti destinati alla mobilità, e senza alcun accantonamento a tutela degli idonei stessi.
Perché il silenzio, secondo le fonti, avrebbe una logica
Se l’orientamento dell’USR Campania a congelare i sette posti diventasse pubblico prima del 15 luglio, il rischio, per come lo racconta radio palazzo, è che gli idonei delle altre quattro regioni colgano l’assist e presentino ricorsi analoghi presso i rispettivi TAR, chiedendo lo stesso accantonamento cautelare ottenuto in Campania. Un effetto domino di questo tipo, se accolto anche solo in parte, ridurrebbe in modo significativo i posti effettivamente disponibili per la mobilità interregionale su scala nazionale, proprio nella fase finale delle operazioni.
È lo stesso rischio che il documento tecnico presentato dal gruppo dei controinteressati alla mobilità campana aveva già segnalato, sia pure in chiave difensiva, ovvero la possibilità che l’accantonamento riconosciuto ai sette idonei campani si trasformi in un precedente capace di propagarsi all’intero sistema dei ruoli regionali.
Cosa significa per chi è in attesa altrove
Per gli idonei del concorso ordinario in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Calabria e Sardegna, il punto è concreto e la finestra temporale per agire, se esiste, si chiude il 15 luglio. Dopo quella data, come già osservato per il caso campano, la saturazione dei posti renderebbe qualunque tutela successiva priva di effetto pratico, anche in caso di esito favorevole nel merito.
Resta da vedere se l’USR Campania renderà pubblica la propria decisione prima o dopo quella scadenza, e se le amministrazioni delle altre regioni coinvolte seguiranno un orientamento analogo o lasceranno che il problema si presenti, se si presenterà, solo dopo che i movimenti saranno ormai conclusi.












