Oggi va così – Chi sono io

Mi chiamo Norberto e sono nato in una clinica di fronte agli scavi di Pompei nella primavera del 1971.

A quell’ epoca essere bambini era di una noia mortale. Io e mio fratello avevamo un sacco di tempo da passare senza sapere cosa fare. Non c’era internet e non c’erano i videogiochi. Il televisore era poco più di un pezzo di arredamento che quando veniva acceso non aveva alcun fascino, tra tribune elettorali e telegiornali lunghissimi. Il telefono era sistemato nel corridoio e serviva per comunicazioni brevi, brevissime… tutt’al più qualche saluto ai parenti lontani a Natale e Pasqua.

Sarà stato proprio per combattere quella noia, attirato dai volumi pieni di storie che la mamma ci leggeva ogni sera, che a cinque anni andai a scuola e imparai subito a leggere.

Quella cosa divenne la mia principale occupazione. Leggevo tutto quello che trovavo. Dai manifesti pubblicitari alle insegne delle vetrine, ai frammenti di carta stampata che trovavo per strada. Ogni volta scoprivo qualcosa e mi ci appassionavo cercando altro da leggere che mi spiegasse meglio.

Leggevo i fumetti, “i giornalini”, steso sul letto. Topolino e poi tutti quelli che mi passavano i parenti, soprattutto cugini più grandi. C’era il Corriere dei Piccoli, le storie di Geppo e di Tiramolla, ma anche Tex, Mister No, Zagor e perfino l’Intrepido. Sempre steso sul letto intervallavo i fumetti con i libri che erano in casa, tanto che ancora confondo certe storie di Alan Ford e il gruppo TNT con le vicende dei fratelli Karamazov.

Insomma, per farla breve, negli anni ’80 ero un adolescente con la testa piena di belle letture. Cominciai a scoprire il mondo dall’osservatorio della generazione X: appena il tempo di capire come funzionava la società, la politica, la cultura, perfino i computer, che cambiava tutto. E io, pieno di principi saldamente instillati, lì a rincorrere i tempi e a cercare soluzioni originali.

Tra una cosa e l’altra, nuove esperienze e delusioni, mi ritrovo a fare l’insegnante come i miei genitori, insegno Storia e Filosofia nei licei. Al tempo in cui si discute dell’inutilità delle discipline umanistiche che dovrebbero lasciare più spazio a quelle utili per trovare lavoro.

Nel 2001 avevo aperto napolionline.org, un blog di contrappunto alla politica locale, quando fare un blog significava ancora qualcosa di vagamente sovversivo. L’ho portato avanti per una quindicina d’anni, poi le forze sono finite e l’ho archiviato. Ma la voglia di scrivere, quella no, quella non passa.

E quindi eccomi qui. Vagamente disilluso ma curioso. In attesa di tempi migliori. Intanto mi sfogo raccontando quello che vedo e quello che mi passa per la testa.