Avete fatto caso a quanto costano gli smartphone ultimamente? Non solo i cosiddetti top di gamma, ma proprio tutti i nuovi modelli. La spiegazione c’è, ed è legata al mercato dei chip ed alla crescita vorticosa delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Per vent’anni le fabbriche di memorie hanno lavorato per le nostre tasche, cioè per il telefono che cambiavamo regolarmente ogni due o tre anni in sintonia con la stagione. Oggi lavorano per qualcun altro, e il telefono è diventato un cliente di seconda fila.
Il 2026 sarà l’anno peggiore di sempre per le vendite di smartphone, con cali stimati tra il 12 e il 16%. Eppure il mercato, in valore, cresce. Il prezzo medio di un telefono è salito di oltre un quinto in un anno. Si vendono meno apparecchi e si incassa di più, un mercato che dimagrisce nei corpi e ingrassa nei portafogli.
Il motivo sta nei data center dell’intelligenza artificiale, che divorano memoria in quantità difficili da immaginare. Un solo server di ultima generazione ne contiene quanta ne servirebbe per un migliaio di smartphone. Le tre aziende che producono quasi tutta la memoria del pianeta hanno fatto due conti e hanno spostato le fabbriche verso i clienti che pagano meglio, cioè Microsoft, Google, Meta e Amazon. Quello che resta per i telefoni è poco e costa molto.
La chiamano carenza, ma nei bilanci si chiama record. SK Hynix ha guadagnato in un solo trimestre più che in tutto il 2025. Intanto i marchi più piccoli comprano memoria a prezzi talvolta moltiplicati per otto rispetto a un anno fa, mentre Apple e Samsung si servono per prime e al prezzo migliore. La scarsità non cade dal cielo in modo imparziale ma si distribuisce seguendo chi può pagare.
Poi c’è un paradosso non da poco. Per giustificare prezzi più alti, i produttori riempiono i telefoni di intelligenza artificiale. Ma l’intelligenza artificiale sul telefono richiede più memoria, proprio mentre la memoria è diventata rara e cara per colpa dell’intelligenza artificiale. Il serpente si morde la coda, e la coda va pagata da noi.
Chi può spende di più. Chi non può si tiene il telefono vecchio o ne compra uno ricondizionato, e il telefono decente da 150 o 200 euro sta diventando una specie in via di estinzione. Da noi è un fastidio. Nell’Africa subsahariana, dove un telefono economico costa già tre quarti del reddito mensile dei più poveri, è una porta che si chiude.
Quando finirà nessuno lo sa davvero. C’è chi parla del 2028, e chi prevede memorie care almeno fino al 2030. Resta il punto di fondo. Il rincaro non è una fatalità tecnologica, ma una scelta su dove mettere il silicio, presa da pochi sulla base dei margini. Per vent’anni il telefono è stato il prodotto. Adesso è quello che avanza. Temevamo che l’intelligenza artificiale ci togliesse il lavoro. Per il momento ci fa pagare di più il telefono. E ci toglie la memoria.












