C’è una parola che gli analisti europei usano sottovoce quando commentano la politica estera di Trump verso la NATO. La parola è protection racket. Non la usano per fare della retorica: la usano perché descrive con precisione il modello. Paghi, obbedisci, oppure arrangiati.
Il meccanismo, negli ultimi giorni, si è mostrato nella sua forma più cristallina. Trump ha lanciato una guerra contro l’Iran — senza consultare gli alleati, senza condividere obiettivi, senza nemmeno avvisare chi di quella guerra subirà le conseguenze economiche più pesanti. Poi, quando l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz e il petrolio ha superato i cento dollari al barile, si è girato verso europei, giapponesi e sudcoreani chiedendo: mandate navi. E ha aggiunto, con la consueta delicatezza diplomatica, che un rifiuto avrebbe conseguenze molto negative per il futuro della NATO.
Non è una minaccia velata. Più che altro una telefonata da un boss di quartiere…
Trump e gli alleati
Vale la pena capire cosa stia chiedendo esattamente. Trump non chiede agli alleati di difendersi: chiede di partecipare a una guerra che ha deciso da solo, per obiettivi che non ha comunicato, con un endgame che la stessa amministrazione non sa definire con chiarezza. Chatham House scrive di “strategic submission” dell’Iran — ma submission a cosa, esattamente? A un accordo nucleare? A un cambio di regime? A una semplice degradazione delle capacità militari? Le risposte oscillano a seconda del giorno e dell’interlocutore. Quello che non oscilla è la richiesta: venite, portate le navi, rischiate i vostri marinai.
La risposta europea è stata, con qualche sfumatura, un no educato che col passare dei giorni è diventato sempre meno educato. La Germania: “Non è la nostra guerra.” L’Australia, il Giappone, la Polonia, la Svezia: nessuna nave. Kaja Kallas, dopo il vertice dei ministri esteri UE a Bruxelles: “Nessuno vuole entrare attivamente in questa guerra.” È una frase storica nella sua piattezza. Tradotta dal diplomatese: ci avete trascinato in questo disastro, adesso risolvetetelo voi.
C’è però qualcosa che i comunicati europei non dicono, e che vale la pena aggiungere. Il rifiuto degli alleati non è solo politico: è anche militare. Lo Stretto di Hormuz è largo trentatré chilometri nel punto più stretto. La sponda nord è iraniana. Qualsiasi nave che tenti di forzare il passaggio diventa un bersaglio facile per l’artiglieria costiera, i missili e i droni dell’IRGC. Mandare navi lì dentro, in questo momento, non è un atto di coraggio: è un atto di incoscienza. Gli alleati lo sanno, e non lo fanno. Trump li chiama codardi. Ma la geometria non è un’opinione.
Chi passa ad Hormutz
Nel frattempo, si è aperto un fronte che rischia di diventare il vero elemento di novità geopolitica. India, Cina, Pakistan, Turchia hanno fatto transitare le loro navi attraverso lo Stretto, non grazie alla potenza di fuoco americana, ma attraverso trattative bilaterali con Teheran. Telefonata tra Modi e il presidente iraniano Pezeshkian: accordo raggiunto, navi in transito. È un dettaglio che merita più attenzione di quanta ne stia ricevendo. Significa che l’Iran, pur sotto un bombardamento che ha già distrutto migliaia di obiettivi e ucciso il vecchio Khamenei, mantiene la capacità di scegliere chi può passare e chi no. Non è un paese capitolato: è un paese che gestisce il proprio leverage.
Il paradosso finale è questo: Trump ha probabilmente vinto la guerra, nel senso stretto del termine. Ha colpito l’Iran duramente, ha distrutto gran parte della sua capacità militare convenzionale, ha decapitato la leadership. Ma non riesce a vincere la crisi che la guerra ha generato. Lo Stretto è chiuso, il petrolio costa il doppio, gli alleati non rispondono alle chiamate, e chi parla con Teheran non è Washington ma Nuova Delhi e Pechino.
La protezione che Trump offre alla NATO ha un prezzo. Il problema è che nessuno, al momento, sembra disposto a pagarlo. E quando il boss del quartiere scopre che il pizzo non lo raccoglie più nessuno, comincia a chiedersi se il quartiere non si stia già organizzando senza di lui.












