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Caso Conte-Piantedosi: gatta morta ci cova!

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Conte, prima di iniziare a registrare, mi ha chiesto di farle questa domanda, premettendo che il ministro era separato. Lo avrebbe detto Marco Gaetani ai vertici del partito che lo hanno chiamato a spiegare cosa fosse successo.

Gaetani è conduttore di Radio Atreju, la radio della kermesse di Fratelli d’Italia, è un dirigente di Gioventù Nazionale, è l’intervistatore di Money.it che ha posto a Claudia Conte la domanda sulla relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il “non posso negare”, pronunciato con un’esitazione studiata, a questo punto non sarebbe una confessione strappata ma una scelta. La domanda allora non è perché ha detto sì, ma perché adesso, e perché così.

Degli aspetti strettamente personali della vicenda interesserebbe poco, se non fosse che incidono inevitabilmente sulla percezione pubblica di un ministro in carica. Piantedosi guida il Viminale, sovrintende alla pubblica sicurezza, gestisce dossier che non finiscono sui giornali. Sua moglie, Paola Berardino, è prefetto a Grosseto. Separazione informale, nessun atto ufficiale, insomma un contesto non neutro.

Il primo elemento a colpire è la scelta dei tempi. Se la relazione va avanti da tempo, come si vocifera negli ambienti romani, Claudia Conte l’ha resa pubblica nella settimana politicamente più delicata da quando questo governo si è insediato. Sono passati pochi giorni dalla sconfitta al referendum sulla giustizia e la Meloni è impegnata a ridisegnare la fase e il governo con il nome di Santanchè che aleggia su qualsiasi ragionamento di rimpasto. Meloni lo sapeva: secondo Repubblica, aveva già convocato Piantedosi sei mesi fa per le voci in circolazione. Lui l’aveva rassicurata.

Poi c’è la scelta del canale. Claudia Conte conosce centinaia di giornalisti, ha costruito negli anni una rete capillare nei palazzi romani. Eppure ha scelto un sito di nicchia e un ventenne di FdI e il circuito di comunicazione interna a Fratelli d’Italia. Una figura attenta alla comunicazione come la descrivono non sceglie quel canale per distrazione. E il risultato immediato è che i suoi incarichi pubblici, dalla collaborazione con la commissione parlamentare sulle periferie alla docenza alla scuola di perfezionamento per le forze di polizia che fa capo proprio al Viminale, sono diventati automaticamente sospetti. Ogni futura consulenza sarà letta attraverso quella lente.

Se poi la domanda era concordata, come dichiara Gaetani, non si tratterebbe di una rivelazione imprevista, ma di un passaggio costruito. Il che apre la porta alla domanda fondamentale: da chi e con quale obiettivo?

Le ipotesi possibili sono tre.

La prima è che sia una scelta condivisa tra i due innamorati stufi della clandestinità, per uscire allo scoperto dopo anni. Ma questa è oggettivamente la meno credibile per momento e canale scelto nonostante tutto il romanticismo che si vuole.

La seconda è che si tratti di un’iniziativa esclusivamente sua, per ragioni che restano oscure ma che comunque non spiegano a cosa le possano servire i prevedibili effetti, sostanzialmente negativi sia per l’immagine che per la carriera concreta.

La terza, infine, è politica. In un governo che discute di rimpasto, una vicenda di questo tipo su un ministro chiave è quantomeno un fattore di instabilità, nel migliore dei casi. Nel peggiore, è una leva. Ma per chi?

A suggerire la terza lettura contribuisce la reazione della Lega. Salvini ha ricevuto Piantedosi al ministero dei Trasporti con una colomba pasquale, rinnovandogli “massima stima e affetto”. Fonti del Carroccio hanno nel frattempo dichiarato che “se ci sarà un rimpasto, per noi la priorità è il Viminale”. La solidarietà pelosa ha una grammatica riconoscibile.

A quanto pare Piantedosi ha dato mandato a un legale di verificare l’accaduto e monitorare le reazioni in rete e sui giornali. La linea è che non ci sono mai stati favoritismi nei confronti di nessuno.

Meloni per ora lo tiene in sella.

Le domande restano aperte. Ma quando una domanda viene concordata prima di registrare, le risposte raramente arrivano per caso.

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