Peter Thiel, il miliardario di PayPal e Palantir che sussurra all’orecchio di Trump, sbarca a Roma con il suo kit salvifico preconfezionato: quattro lezioni riservate sull’Anticristo, organizzate tra l’8 e l’11 marzo da cattolici con NDA da 10.000 euro e messa in latino. Non è nemmeno la prima volta: lo stesso format era già andato in scena a San Francisco nel settembre scorso, ospitato dall’Acts 17 Collective al Commonwealth Club. Il road show teologico-politico ha ora trovato una tappa più ambiziosa — a due passi dal Vaticano — e un’associazione organizzatrice con un nome già programmatico: Vincenzo Gioberti, il prete-filosofo ottocentesco che sognava un cattolicesimo italiano guida della modernità politica. Piccola teologia politica incorporata nel logo, senza nemmeno bisogno di spiegarla.
La tesi? Il vero demonio non è Lucifero con le corna, ma il globalismo regolatorio — UE, clima, AI — che unifica il mondo sotto una burocrazia paternalista. La cura? Nazionalismo multipolare, katechon schmittiano, potenze sovrane che frenano l’Armageddon tech.
L’Anticristo in giacca e cravatta
Sala romana — luogo segreto, cellulari confiscati all’ingresso — con un centinaio di opinion leader cattolici che scribacchiano appunti. Thiel, con fare da profeta Silicon Valley, decostruisce René Girard e Carl Schmitt. L’Anticristo 2.0 non arriva su una nuvola nera: è il regolatore GDPR, l’ecologista allarmista, il filosofo del rischio alla Nick Bostrom. Costoro, promettendo “sicurezza globale” da pandemie e surriscaldamento, tessono la tela di uno Stato mondiale che soffoca l’innovazione — e quindi la libertà, ovvio. La ricetta di Thiel, cristiano di formazione girardiana: solo la pluralità di nazioni fa da diga. Il nazionalismo, ergo, non è rozzo populismo, ma sacramento anti-apocalittico.
Vale la pena fermarsi un momento sul profilo del predicatore. Thiel è apertamente omosessuale, libertario convinto, co-fondatore della PayPal Mafia insieme a Elon Musk — e insieme a Musk uno dei principali finanziatori della rinascita trumpiana. È anche, con tutta evidenza, ossessionato dall’Anticristo in modo non metaforico: ci ha scritto saggi, tenuto conferenze, e ora organizza cicli di lezioni itineranti su invito. Il tutto con la serietà di chi non sta costruendo un brand, ma elaborando una weltanschauung. Che poi questa weltanschauung torni utile agli affari è, diciamo, un dono della Provvidenza.
Schmitt reloaded, con Palantir in dotazione
Qui casca l’asino — o il katechon, se preferite. Thiel rilegge Weimar non come culla del nazismo, ma come monito liberale: le democrazie esauste cedono al caos o al tiranno globale. L’Europa? Proto-Anticristo bruxellese, con le sue DMA che tarpano i “monopoli creativi” di Big Tech. L’Italia? Potenziale baluardo con la nazionalista Meloni che con le sue riforme resiste all’ingerenza UE-Vaticano, incarnando quel multipolarismo che ritarda la Fine.
Il problema è il nome dell’azienda con cui Thiel costruisce questo multipolarismo. Palantir — fondata nel 2003 con finanziamenti iniziali della CIA — prende il nome dai palantíri tolkieniani, le pietre veggenti attraverso cui Sauron sorveglia il mondo. Difficile immaginare scelta più involontariamente autobiografica. La piattaforma Gotham integra email, dati finanziari e social media in profili ricercabili di individui; nell’agosto 2025, Amnesty International ha collegato i suoi algoritmi al targeting AI israeliano a Gaza, dove dati civili venivano combinati con indicatori militari. Nel frattempo, Palantir ha appena siglato un accordo con l’ICE per ottimizzare le deportazioni dell’amministrazione Trump, e nel 2025 il suo titolo è salito del 140%.
Il guru che denuncia la sorveglianza globale paternalista vende sorveglianza di massa ai governi nazionali. Katechon con contratto governativo, perbacco.
La cura miracolosa (con effetti collaterali)
Diciamolo: è una teologia politica geniale per un oligarca. Il nazionalismo diventa elisir contro l’Anticristo, ma solo se guidato da leader trumpiani e tech-liberi come Thiel. L’UE è il Male, Meloni la Santa (da lontano — niente incontri ufficiali), e la Chiesa? Spaccata tra progressisti demoniaci e conservatori giobertiani illuminati — con tanto di università pontificie che si affrettano a smentire qualsiasi coinvolgimento, compresa quella dove Leone XIV scrisse la tesi di dottorato.
C’è una domanda che rimane sospesa nell’aria di quella sala romana a cellulari confiscati: se l’Anticristo è chi usa l’apocalisse per concentrare potere, chi costruisce strumenti di sorveglianza globale chiamandoli con il nome tolkieniano dello strumento del Signore Oscuro, e li vende ai governi che promettono di resistere alla globalizzazione — be’, quel profilo assomiglia a chi, esattamente?
Troppo cinico? Meglio un nazionalismo redentore, con vista su Palazzo Chigi.












